venerdì 30 ottobre 2009

CI SIAMO - PRONTI PER IL FUTURO




Dopo le elezioni amministrative, il nostro Congresso e quello del Partito Democratico, i Giovani Democratici tornano di nuovo attivi anche su questo blog, importante strumento di discussione e diffusione delle idee.
In questi mesi abbiamo lavorato nelle Feste Democratiche, ci siamo goduti un po’ di meritata vacanza, abbiamo ripreso le nostre attività organizzando un pullman in occasione della manifestazione per la libertà di informazione del 3 Ottobre, ed abbiamo cambiato la segreteria Gd.
Siamo già tornati nelle scuole con una campagna contro l’omofobia, e tutti i sabati siamo presenti in Piazza Saffi col nostro banchetto.

Il gruppo dei GD è sempre attivo, ed è riuscito a conquistare una sede autonoma, in Piazza delle Erbe, che nelle prossime settimane sarà inaugurata ufficialmente.

Questo siamo Noi, Giovani Democratici.
Non un insieme di singoli ragazzi, ma un gruppo unito, dove si discute e, soprattutto, che agisce sul territorio, nella profonda convinzione che stare chiusi in una stanza serva a poco, anche se si hanno le migliori idee del mondo.

Questo blog, aperto a tutti, sarà una valida piattaforma di discussione in cui potere condividere le idee dei Giovani Democratici.

Buona lettura a tutti

Dario Gaspari

Segretario GD - Forlì

I GD CONTRO L'OMOFOBIA





Di seguito il comunicato stampa dei Giovani Demcratici contro l'omofobia apparso sulla stampa locale la settimana scorsa.Gmail Calendar Documenti Reader Web altro ▼
Foto

"In seguito ai sempre più frequenti fatti di "violenza omofoba" che si stanno susseguendo nel nostro Paese, i Giovani Democratici di Forlì intendono esprimere il proprio disprezzo e la propria indignazione verso comportamenti contrari ai principi di libertà e uguaglianza su cui si fonda il nostro sistema democratico.
Dal Gennaio 2008 al Settembre 2009, su tutto il territorio italiano sono stati denunciati 17 omicidi, 97 violenze e aggressioni, 14 estorsioni, 9 atti di bullismo e 14 atti vandalici, contro gli omosessuali. Un numero enorme, a cui bisognerebbe aggiungere il lungo elenco di violenze che non vengono denunciate.


A questi episodi intolleranti e razzisti, lo Stato e tutte le sue istituzioni devono porre un limite, promuovendo leggi/regolamenti e attività volte ad educare al rispetto delle diverse tendenze sessuali, che non rappresentano "scelte di vita" ma tratti identitari di una persona.


Intendiamo rilanciare con forza la necessità di una Legge contro l'Omofobia e, come iscritti al Partito Democratico, condannare la posizione dell' On. Binetti, secondo cui l'omosessualità sarebbe una malattia psicologica che non giustifica una legge che, oltre a tutelarli di fronte a cieche violenze razziste, riconosca pari dignità e diritti a gay e lesbiche rispetto ai cittadini eterosessuali.


Crediamo che l'amore, l'affetto tra due persone non abbiano età, sesso, religione. Ci auguriamo un giorno di poter dire di vivere in un Paese con una vera cultura democratica, un paese più libero, o semplicemente, più CIVILE."


Giovani Democratici Forlì

giovedì 10 settembre 2009

Adesione dei Giovani Democratici E-R alla Manifestazione per la Libertà d'Informazione del 19 settembre 2009


Quando un Governo, ed in primis il suo Premier, dimostra quotidianamente spregio e fastidio nei confronti dell’informazione, della stampa e dei mezzi di comunicazione non allineati, non si tratta semplicemente di una personale disaffezione alla critica ed alla contestazione, si tratta di una attacco aspro e polemico alla libertà stessa d’informazione, sancita dall’art.21 della nostra Costituzione.
Chi ha il ruolo di Governo dovrebbe prima di chiunque altro essere esemplare ed infondere ai cittadini il senso stesso dello spirito democratico, non sognare censure ed oscuramenti verso uno dei cardini democratici quale è l’informazione libera e priva di vincoli governativi.
Questa manifestazione non è solo necessaria per alzare la testa di fronte a posizioni inaccettabili, ma è anche un’ottima occasione per riaffermare il valore dell’informazione, che rischia giorno dopo giorno un impoverimento, svilita com’è agli occhi dei cittadini e soprattutto delle giovani generazioni.
Per questo come Giovani Democratici dell’Emilia-Romagna sosteniamo caldamente l’iniziativa del FNSI e parteciperemo convinti e numerosi alla manifestazione del 19 settembre.

È in gioco la stessa qualità democratica di questo Paese, per questo non possiamo e non vogliamo restare in silenzio

RiCCardo RiCCi Petitoni
Segretario regionale GD E-R



SE VUOI PARTECIPARE INSIEME AI GIOVANI DEMOCRATICI DI FORLI' ALLA MANIFESTAZIONE DEL 19 SETTEMBRE A ROMA, SCRIVICI A:
giovanidemocratici.fo@gmail.com

sabato 20 giugno 2009

Ballottaggio per il Sindaco di Forli'!


Ricorda che si vota:
Domenica dalle ore 8:00 alle 22:00
Lunedì dalle ore 7:00 alle 15:00

Nelle 3 schede per il Referendum sulla legge elettorale vota 3 Sì!

venerdì 19 giugno 2009

SEMPRE PIU' IN BASSO

Il ddl sulla sicurezza, decreto simbolo della giustizia fai da te, oltre alle ronde padane in camicia verde molto probabilmente ci porterà in dote un’altra e ben più pericolosa ronda: la Guardia Nazionale Italiana. Questo corpo di volontari, che già registra più di 2000 adesioni, è sponsorizzato dal Movimento Sociale Italiano (della serie: a volte ritornano) e in particolare da Gaetano Saya, in passato rinviato a giudizio per aver diffuso idee fondate sulla superiorità e l’odio razziale. Il comandante della GNI sarà Augusto Calzetta (anche lui inquisito), il quale dirigerà questo “simpatico” gruppetto con abbigliamento da far venire la pelle d’oca e che rimanda terribilmente a un passato che vorremmo non tornasse mai più in questo Paese: cappello con effigie dell’aquila imperiale romana, camicia color kaki, fascia nera al braccio sinistro con ruota solare (ricordo che la ruota solare è un simbolo esoterico nazista) giubbotto in pelle nero, pantaloni neri, cinturone nero, cravatta nera, stivaloni neri. E per non farci mancare nulla pure gli elmetti. Dopo aver letto tutto questo non avete avuto anche voi una spiacevole sensazione di deja vu? Lo schiaffo morale è che queste ronde simili alle squadracce fasciste del ventennio, nonostante il sovvenzionamento dell’MSI, potrebbero anche essere finanziate in parte dallo Stato (così dicono loro). Una delle loro missioni sarà “la promozione e divulgazione della storia, delle lingue e delle tradizioni italiane con particolare riferimento all’Impero Romano”. Per quello che riguarda la sicurezza, dicono semplicemente di essere una Onlus che si limiterà ad andare in giro nei posti malfamati, a garantire tutela ai cittadini e a collaborare con le autorità; ma ci sarà da fidarsi? Siamo così certi che alcuni di questi volontari, che sicuramente affogano la loro mentalità nelle ideologie della destra estrema, non arriveranno prima a poi a prendersela semplicemente con persone che avranno l’unica colpa di essere “diversi” ai loro occhi? Quanto manca ormai prima di tornare in Italia al manganello e all’olio di ricino? Perché, anziché dare le chiavi della sicurezza del nostro Paese in mano a queste ronde, non si ripristinano gli enormi fondi tagliati alle vere forze dell’ordine come Polizia, Carabinieri e Guardia di Finanza, che in tutte le Nazioni civili e democratiche sono quelle che garantiscono la legalità e la sicurezza ai cittadini?
Ma del resto che alla maggioranza di Governo non interessa nulla di questi concetti si era già capito con il ddl Alfano sulle intercettazioni telefoniche che nega la possibilità in moltissimi casi di ricorrere a uno dei più fondamentali ed efficaci strumenti di indagine per scoprire reati e colpevoli. Ora per mettere i telefoni sotto controllo ci devono essere soltanto prove “evidenti”, non potranno invece essere usate nelle indagini contro ignoti (quasi sempre quando avviene un delitto). Molto probabilmente, grazie a questo decreto, gli omicidi irrisolti saliranno di numero e ci sarà molta più difficoltà a salvare vite umane. Subiranno limitazioni anche le intercettazioni nella lotta alla Mafia: dopo tanti anni di fatica per cercare di combattere la criminalità organizzata in Italia, ora i clan di Cosa Nostra, ‘Ndrangheta e Camorra stanno stappando lo spumante. Dalla felicità.
Mentre il Governo invece continua a prendersela con i mendicanti extracomunitari al semaforo. Cerchiamo di svegliarci da questo torpore!!!
RESISTERE RESISTERE RESISTERE!!!!

Roberto

giovedì 4 giugno 2009

PRIMA VIENI IN PIAZZA...POI VOTA...E FAI VOTARE!!!


SABATO 6 GIUGNO dalle ore 15,00 alle 22,00
e DOMENICA 7 GIUGNO dalle ore 7,00 alle 22,00

SI VOTA

IN OGNI SCHEDA SCEGLI DI SCONFIGGERE LA DESTRA, SCEGLI DI DARE UN FUTURO AL NOSTRO PAESE
,
SCEGLI IL PARTITO DEMOCRATICO

martedì 2 giugno 2009

Un Grande Partito

Capita, a 3 giorni da un voto difficile, che un leader nazionale passi dalla tua città e riempia un grande salone.
Capita più di rado, invece, che questo leader nazionale del Partito ti faccia capire il senso, il fine, di una militanza attiva, fatta giorno per giorno, con la fatica e la passione. Un senso perduto in un Partito ancora informe.
PierLuigi Bersani ieri sera al circolo del Ronco non è stato il leader, salvo l'incitamento alla vittoria elettorale, pieno di retorica e stoccate ben architettate per arrivare alla pancia della gente, che ci si aspettava. Tutt'altro.
E' stato pragmatico, come è solito fare, talvolta ironico, ma molto chiaro e deciso.
Ha parlato della crisi, della gente, delle persone. Ci ha messi davanti allo scenario di ottimismo fittizio costruito dalla destra del nostro Paese ed, infine, ha parlato di noi.

Dietro a quasi un'ora di discorso, tutt'al più dieci minuti, ovviamente a braccio, racchiudevano la voglia di riscatto di una militanza senza bussola, come la mia.
Di cosa si parla? di Ideologia e di tradizione della sinistra italiana.

Bersani ha precisato due cose: le ideologie esistono ancora, sono ben vive, e veniamo da una tradizione che ha costruito, laddove si è radicata, un modo di fare comunità migliore che da altre parti. E' insensato buttare via le ideologie e lavarci le mani della parte migliore del nostro Paese.

Che cos'è la cultura del consenso della destra berlusconiana se non ideologia?
Come spesso ci si dice, gli schemi politici sono cambiati, il sogno comunista è ormai impensabile, il muro di Berlino è caduto e nemmeno esiste più la vecchia DC. Verissimo.
E' tuttavia vero che pure il modello liberista all'americana ha drammaticamente fallito.
In tutto ciò chi è la sinistra italiana? Coloro che credono nell'uguaglianza. Ugualianza intesa come azione politica che intende diminuire la forbice sociale tra ricchi e poveri, tra chi sta meglio e chi sta peggio.
Uguaglianza come benessere, perchè alla fine se pochi hanno troppo e tutti non hanno nulla, nessuno sta bene.
Un grande partito come il PD, deve prepotentemente parlare di uguaglianza.

Radicamento del partito: l'illusione americanista del partito dei leader non esiste. Nella storia delle nostre terre la politica è servita affinchè dalla base del tessuto sociale si creasse un sistema di relazioni sociali, un modo di gestire il benessere collettivo, che una volta andato al governo locale ha fatto della nostra, una delle regione più avanzate d'Italia. Tutto questo è impensaile oggi? Tutt'altro, con un partito capace di avere il polso del territorio, di essere dentro di esso, di capirlo, conoscerne le esigenze ed incanalarle nella giusta direzione si può mettere in piedi un progetto lungimirante di buona amministrazione e benessere sociale.

Veniamo da lontano e andiamo lontano.
Una tradizione in grado di mutare nel tempo che parta dalle masse, le conosca, e con esse passi a governare il territorio prima locale poi nazionale con la bussola dell'uguaglianza nelle questioni economiche così come nei temi etici. Un movimento di massa ben definito che esploda schiacciando la cultura berlusconiana. Questo deve diventare il PD.

Io che c'entro in tutto questo? Io prima non c'ero.
Io ci sono dal partito Democratico in poi: prima non ho visto nulla. Però ho saputo, mi hanno detto,mi hanno racconato, ho letto ed ho studiato.

Tornare al passato è da folli, abbandonare una tradizione positiva sarebbe da imbecilli.
Non è tantomeno possibile resettare tutto al 1994. Faremmo il gioco di Berlusconi. La storia d'Italia nasce molto prima, ed occorre fare attenzione a non cadere nella trappola della velocità dei nostri tempi, a diventare anche noi un partito del giorno per giorno. Fortunatamente non ne siamo capaci e lo dimostriamo.
Abbiamo la potenzialità di costruire negi anni un grande progetto ideologico e culturale che ci porti, consapevolmente, al governo del nostro Paese. Un progetto in grado, per il proprio radicamento culturale e territoriale, di resistere alle tempeste e di fare dell'Italia intera un'isola felice.

Il Partito Democratico è un grande Partito. Lo sarà.


Dario

domenica 31 maggio 2009

Riflessioni sul voto...

In questi giorni di avvicinamento della data delle elezioni (dal momento in cui scrivo una settimana tonda) mi sono chiesta più volte che cosa ci renda veramente differenti dagli altri schieramenti. Girando per le case durante la campagna elettorale mi è capitato di sentire persone sfiduciate, non intenzionate ad andare a votare, o peggio menefreghiste e tendenti a fare di tutta l'erba un fascio, che i politici e i partiti sono tutti uguali, perseguono tutti interessi privati.

Qui c'è per me una prima discriminante che distingue una persona di sinistra da una persona di destra: la politica per me (per noi) si fa a servizio della comunità e non per avere dalla comunità il consenso che ti permetta dal giorno dopo di fare quello che ti pare.

La politica riempie degnamente una vita, cito Berlinguer, quando ti porta a fare qualcosa di concreto per gli altri, a cambiare veramente le cose, costruire una società diversa e migliore da quella in cui si vive.
Noi, il centrosinistra, abbiamo governato questo Paese, che lo si riconosca o no, nell'interesse dell'Italia intera e non di qualche specifica categoria o classe sociale.
Abbiamo combattutto l'evasione fiscale perchè non era giusto che le tasse gravassero sulle persone oneste con difficoltà ad arrivare a fine mese, e perchè ci fa SCHIFO l'idea per cui la furbizia e l'egoismo possono averla vinta sugli interessi della collettività. Abbiamo combattuto il lavoro nero e costretto le imprese a rispettare le norme di sicurezza perchè non è normale che in un paese civile si possa morire schiacciati da una macchina che funziona male e non è stata sostituita, o cadendo da un'impalcatura, o di tumore per aver respirato sostanze tossiche.

Abbiamo, soprattutto in questa regione (e ancor di più in Romagna) investito su un sistema sanitario integrato, d'eccellenza, e su un sistema di welfare universalistico a sostegno delle persone in maggiore difficoltà.

Abbiamo nel nostro d.n.a. la propensione a costruire una maggiore giustizia sociale e una maggiore sicurezza, intesa come sicurezza per tutti ed a tutti i livelli, non solo come grimaldello anti-immigrazione da utilizzare per attirare voti in campagna elettorale.

Noi non siamo MAI stati come tutti gli altri, come ha provato a dirci Grillo pochi giorni fa in Piazza Saffi e dobbiamo rifiutare l'antipolitica perchè la politica che noi pratichiamo e che intendiamo praticare è una politica onesta, pulita, forse non perfetta ma certamente di sostanza e non di facile demagogia.

Noi siamo DIVERSI sia dalle lobbies di centrodestra che sbavano alla corte di Re Silvio, sia dalla facile propaganda di piazza che senza contradditorio pretende di rappresentare la vera alternativa a destra, centro e sinistra in questo Paese...blaterando che le differenze non esistono più.


Votare PD il 6,7 giugno deve essere per me una scelta consapevole e orgogliosa, di ciò che siamo stati, di ciò che siamo e saremo. E un impegno anche, se vogliamo, a far ripartire questo partito un pò stordito, ancora alla ricerca di una identità che, a pensarci bene, è già scritta, in ciò che abbiamo fatto e in ciò che vogliamo fare.